Non dimentichiamoci di Gaza Dall’entrata in vigore dell’accordo, Gaza non ha smesso di contare morti.1.180 persone uccise dall’esercito israeliano e 3.810 feriti. In media unx bambinx ucciso ogni giorno, dal cessate il fuoco a oggi.Non sono persone uccise in una zona di guerra, ma nelle tende in cui le hanno costrette a vivere, nelle loro scuole tenda, mentre giocavano tra le macerie. Non possiamo permetterci l’indifferenza.L’anno scorso abbiamo iniziato l’anno con un minuto di silenzio: ora bisogna prendere e dare voce! Per questo vi invitiamo ad accogliere nel primo Collegio docenti la mozione già presentata e approvata all’Istituto comprensivo “Fabrizio de André” di San Frediano a Settimo (PI) e altri a seguire che denuncia il massacro quotidiano dei bambini e delle bambine di Palestina così come descritto nell’ultimo rapporto della Commissione Indipendente delle Nazioni Unite. Suggeriamo di operare in questa maniera: manda un’e-mail alla tua scuola chiedendo l’inserimento della mozione “Non dimentichiamoci di Gaza” all’odg del primo collegio docenti dell’anno; durante il primo collegio, leggi la mozione e descrivi le 5 attività. Ogni docente, in modo pienamente legittimo, sarà libero/a di sceglierne una da fare in classe il primo giorno di scuola. Se la mozione non viene approvata, coloro che sono comunque intenzionate e intenzionati a portarla avanti possono dichiarare, sempre in sede di collegio, di avvalersi quindi dell’opzione di minoranza (vedi seguito); il primo giorno di scuola, tieni la lezione che desideri! quando torni a casa, compila il form per la raccolta delle resituzioni (A QUESTO LINK). Solo in questo modo potremo avere un’idea incontestabile della nostra forza e legittimità. L’invito è di ricominciare a parlare del genocidio insito in ogni occupazione coloniale, contro ogni intimidazione giunta dal MIM (ispezioni) e dal governo (ddl antisemitismo). Come docenti alziamo ancora la voce in onore della libertà di insegnamento. Una volta che hai svolto l’attività in classe come previsto dalla mozione, ricorda di compilare il questionario disponibile al seguente link: raccogliere e rendere pubblici i dati sulla diffusione dell’iniziativa è funzionale ricostruire l’impatto dell’azione e contrastare censura e autocensura. Il testo della mozione è riportato qui di seguito. In fondo all’articolo è disponibile un file pdf della stessa mozione che puoi scaricare. N.B. In caso di ostruzionismo o bocciatura, è possibile avvalersi dell’opzione di minoranza. ––––––––––––––––– MOZIONE PER IL COLLEGIO DOCENTI DEL … L’ultimo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est e Israele, ci restituisce le cifre del genocidio che si sta consumando a Gaza da oltre due anni. I numeri, soprattutto quelli relativi ai minori, sono impietosi e registrano la morte di almeno 20.179 bambini e bambine, nonché il ferimento di altri 44.143. https://www.greenreport.it/news/approfondimenti/62465-in-palestina-distrutta-lessenzadellinfanzia-lonu-conferma-israele-sta-continuando-il-genocidio A ciò si aggiungono le conseguenze di natura psicologica dovute ai continui sfollamenti, ai lutti, alle separazioni familiari, all’insorgere di disabilità come esito dei bombardamenti, alla fame usata come arma di guerra e alla completa distruzione di scuole, università, ospedali e reparti per la maternità (con grave pregiudizio per la vita dei neonati e per la situazione demografica della popolazione palestinese). Le parole di Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione, riassumono perfettamente le intenzioni che stanno alla base delle operazioni “militari” messe in atto dall’esercito di Israele: «le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane» https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/06/israel-continues-commit-genocide-and-otheratrocity-crimes-deliberately Una situazione che peggiora giorno dopo giorno, nonostante il cessate il fuoco di ottobre 2025. Un’infanzia cancellata in maniera irreversibile attraverso tecniche di sterminio disumane, che pensavamo non potessero più ripetersi e che in realtà sono quotidianamente sotto i nostri occhi nel silenzio colpevole di tutte quelle democrazie che a parole dichiarano prioritaria la difesa dei diritti dei bambini e delle bambine. A ciò si aggiungano il progetto di insediamento E1 che ostacola in maniera irreversibile la continuità territoriale già fortemente compromessa della Cisgiordania e l’occupazione, celebrata dal ministro Ben Gvir, del Centro di Formazione di Qalandia rivolto a giovani profughi palestinesi dai 15 ai 19 anni. Fatti che segnano un escalation che è il nostro dovere cercare di fermare perché l’impunità di Israele non è più tollerabile. Come insegnanti, ma ancora prima come esseri umani, non possiamo assecondare questo silenzio. Così come non possiamo limitarci alle pur necessarie reazioni di sdegno e riprovazione nei confronti dei responsabili di questi crimini contro l’umanità. Abbiamo il dovere di non dimenticare e di non permettere che quanto succede in Palestina venga messo in secondo piano. Esprimiamo dunque l’intenzione di parlarne, sia tra di noi che con i nostri studenti e le nostre studentesse, per approfondire e contribuire a far conoscere una tragedia umana di cui ancora è difficile vedere la fine, e di lavorare affinché memoria e azione siano, per le nuove generazioni, strumenti per una lettura critica della realtà e richiamo a un impegno quotidiano per la difesa dei diritti di chi non ha voce. In tale prospettiva, proponiamo di iniziare il primo giorno di scuola con una delle seguenti attività: Lettura corale della poesia “Pensa agli altri” di Mahmoud Darwish link La poesia ricorda che pensare a chi non ha voce, casa, pane, parole è il primo passo per restare umani. Visione del video “Canto e canterò ancora” di Luigi Lo Cascio e Moni Ovadia link Due voci, un’unica urgenza: non smettere di denunciare, non smettere di cantare, anche quando tacere sarebbe più comodo. Da guardare insieme, per aprire un confronto in classe. Fai volare un aquilone Il governo dell’entità sionista ha recentemente dichiarato gli aquiloni fatti volare dai bambini di Gaza come una minaccia alla sicurezza nazionale e quindi nuovi obbiettivi militari, un altro passo nella distruzione del diritto all’infanzia. Per questo motivo proponiamo la costruzione di un aquilone o di un aereo di carta per simboleggiare come un gesto innocuo come il volo di un aquilone possa essere strumento di violenza coloniale ai danni dei più piccoli. Lettura della lettera del prof. Massimo Sabbatini del Liceo “Francesco Vivona” di Roma link Una lettera di fine anno ai suoi studenti neodiplomati, in cui il professore li invitava a