Le recenti ispezioni ministeriali che hanno interessato alcune scuole, “colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina, rappresentano un ulteriore salto di qualità della repressione nel nostro Paese.
Crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza hanno creato un opuscolo (scaricabile qui) pensato sia come strumento politico e guida normativa che come proposta concreta sul piano della didattica: se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina, a scegliere autonomamente gli esperti che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento”.
Se, in qualità di insegnante, student* e familiare, hai vissuto qualsiasi genere di violazione del diritto alla libertà di insegnamento o è stato limitato e distorto il diritto all’apprendimento, o hai subito discriminazioni, scrivi a segnala.censura@docentipergaza.it indicando quali tra le informazioni date possono essere trasmesse.
Qualora lo ritenessimo opportuno, in base alla quantità e qualità dei dati raccolti, invieremo una comunicazione formale al Relatore Speciale ONU sul diritto all’educazione tramite l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, chiedendo un parere sullo stato in cui versa il diritto all’istruzione libera e democratica nel nostro Paese.
Esempio di segnalazione:
Nella scuola in cui lavoro/studio/frequentata dai miei figli, il giorno xx/xx/2026, il/la [ruolo svolto a scuola] ha [descrivere l’azione di censura, intimidazione, pressione]; oppure: il giorno xx/xx/2026 ho ricevuto un rimprovero/richiamo/sospensione/sanzione/da parte del/della [ruolo svolto a scuola] a causa dell’attività [descrizione dell’attività]; il giorno xx/xx/2026 mi/ci è stato impedito di organizzare/svolgere l’attività [descrivere l’attività] con le seguenti motivazioni [descrivere le motivazioni]; ecc.
Scarica e condividi il volantino: aiutaci a diffondere questa iniziativa e a tutelare i diritti che la Costituzione ci riconosce.
Segnalazione censure
La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato il testo base del disegno di legge sull’antisemitismo. Il testo recepisce la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), una definizione che considera antisemite anche critiche allo Stato di Israele.
Diventerà quindi sempre più difficile affrontare a scuola temi fondamentali come le politiche genocidarie dello Stato di Israele, le sistematiche violazioni dei diritti umani in Palestina, il diritto internazionale, i crimini di guerra, il colonialismo.
Come Rete Docenti per Gaza, denunciamo con forza un pericolo reale: la compressione della libertà di insegnamento, garantita dall’articolo 33 della Costituzione. Colpire il dibattito critico su Israele non protegge dalla discriminazione. Serve piuttosto a silenziare il dissenso, intimidire docenti e dirigenti scolastici, aumentare segnalazioni e procedimenti disciplinari, criminalizzare la solidarietà con il popolo palestinese, favorire l’autocensura nelle aule, trasformando la scuola in uno spazio sorvegliato.
Per questo abbiamo avviato un confronto con Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP), European Legal Support Center (ELSC) e sindacati della scuola: vogliamo raccogliere domande, preoccupazioni e timori reali delle/dei docenti relativi alla nuova legge in via di approvazione. Su questa base organizzeremo una o più call pubbliche con GAT, ELSC e sindacati per fornire strumenti di difesa giuridica e reagire collettivamente se la legge verrà approvata.
Invia domande, dubbi, preoccupazioni o richieste a:
libertadinsegnamento@docentipergaza.it
Scrivi liberamente cosa temi di non poter più dire o insegnare e quali chiarimenti giuridici ritieni urgenti.
La scuola deve restare un luogo di pensiero critico, conflitto delle idee e giustizia. Difendere la libertà di insegnamento significa difendere la democrazia.
Scarica e condividi il volantino: aiutaci a diffondere questa iniziativa e a tutelare i diritti che la Costituzione ci riconosce.
La libertà di insegnamento è sotto attacco: sarà vietato criticare Israele